Narcolessia: dormire dal ridere

Vi è mai capitato di dire “sono morto dal ridere”? Beh, a volte questa frase può essere più che un detto. Per chi soffre di narcolessia, infatti, potrebbe corrispondere alla realtà.

La narcolessia è un disturbo del sonno. Le persone che ne soffrono, di giorno, sono molto assonnate e, di notte, riescono a dormire solo a tratti.
Di fronte a un evento che sconvolge loro emotività, i narcolettici possono perdere improvvisamente ogni tensione muscolare di gambe e braccia e cadere stremati a terra. Ad esempio, chi soffre di narcolessia potrebbe, in risposta a una battuta molto divertente o un evento molto spaventoso, rilassare a tal punto i propri muscoli da accasciarsi sul pavimento. Sembrano svenuti, come se avessero perso coscienza, ma così non è. Quando l’attacco narcolettico termina, essi sono in grado di riferire con precisione cosa è accaduto attorno a loro. Questo sintomo, che prende il nome di catalessia, non è specifico sempre e soltanto della narcolessia.

PARALISI E ALLUCINAZIONI NELLA NARCOLESSIA

Alla visione di cartoni animati divertenti, nei pazienti narcolettici si osserva un’iperattività dei circuiti cerebrali emotivi e, forse in reazione ad essa, anche l’attivazione inibitoria di un’area della corteccia prefrontale.
I pazienti che soffrono di narcolessia presentano anche disturbi del sonno, come la paralisi del sonno. Spesso dopo il risveglio, chi soffre di narcolessia e paralisi del sonno non è in grado di muoversi per diversi minuti. Questo fenomeno di paralisi è molto spaventoso per chi è costretto a viverlo, completamente inerme. Questa paralisi, infatti, coinvolge tutti i muscoli del corpo, esclusi gli occhi che possono continuare a muoversi. Inoltre, può capitare ad alcuni narcolettici di fare sogni molto realistici, spesso di natura angosciante, le cosiddette “allucinazioni ipnagogiche”.

Dalla risonanza magnetica funzionale si evidenziano mutamenti di attività nel lobo temporale, durante queste allucinazioni.

LA CAUSA DELLA NARCOLESSIA: L’OREXINA

I sintomi della narcolessia sono provocati dalla mancanza di un neurotrasmettitore, detto orexina, nell’ipotalamo. Quest’ultimo, in cui si trova la causa della narcolessia, risulta meno attivo nel periodo di catalessi. Quando le cellule che producono l’orexina degenerano nell’ipotalamo, si presentano i classici sintomi della narcolessia. La narcolessia può insorgere anche a causa dell’insensibilità del cervello all’orexina. Questa insensibilità è provocata da una mutazione genetica del recettore responsabile della produzione di orexina.

NON SOLO NELL’UOMO

Si tratta comunque di una mutazione rara nell’uomo, ma che non coinvolge solo la nostra specie.
All’Università di Stanford, racconta Dick Swaab, si trovava un dobermann che ne era affetto. Quando qualcuno veniva a trovarlo, gli portava una scatoletta di carne. Il cane iniziava a scodinzolare, tutto eccitato, poi si accasciava su un fianco. Dopo 30 secondi, si rialzava e divorava il suo pasto-regalo. Certe volte, dopo averlo finito, tornava dai ricercatori e sembrava chiederne un altro boccone. Evidentemente, la narcolessia non incideva sul suo appetito.

 

 

BIBLIOGRAFIA

Swabb, D. (2015). Noi siamo il nostro cervello, Castelvecchi Edizioni.