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Emergenza Coronavirus: si può andare dallo psicologo?

È entrata in vigore la modifica al Decreto Ministeriale del 8 marzo 2020, contenente alcune misure di contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus. Ma si può ancora andare dallo psicologo?

PREMETTO. Ogni psicologo e psicoterapeuta è tenuto al rispetto di decreti ed ordinanze delle Autorità.

Dopo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) del 1 marzo e del 4 marzo 2020, il DPCM 8 marzo introduce una serie di misure ancora più restrittive rispetto alle precedenti. Nel particolare si legge:

Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 […] sono adottate le seguenti misure:

  1. evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

ANDARE DALLO PSICOLOGO È “MOTIVO DI SALUTE”?

La risposta è SI! Ma prudenza.

Con la Legge n. 3 del 2018 (art. 9), lo psicologo diventa, a tutti gli effetti, Professione Sanitaria.

4. All’articolo 1 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, è premesso il seguente: «Art. 01 (Categoria professionale degli psicologi). – 1. La professione di psicologo di cui alla presente legge è ricompresa tra le professioni sanitarie di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, ratificato dalla legge 17 aprile 1956, n. 561».

La salute, da definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è definita come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”. La salute psicologica è sempre, incredibile ma vero,salute.

COSA SI FA QUINDI?

La disposizione non limita l’attività degli psicologi e degli psicoterapeuti, che possono continuare a ricevere pazienti presso i propri studi.

Nel caso di studi associati o dove operano contemporaneamente più professionisti, se c’è una sala d’attesa o spazi in comune, si dovrà garantita e rispettata la distanza di sicurezza di almeno un metro come previsto nell’allegato 1 d) del Dpcm. In questi luoghi devono inoltre esserci soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani.

L’Ordine degli Psicologi consiglia ai colleghi di passare alla modalità di intervento a distanza considerando ovviamente la possibilità di farlo da parte del professionista e contemplando le esigenze dei singoli utenti.