La volta in cui John Lennon e Yoko Ono andarono in terapia

Forse non tutti sanno che John Lennon seguì una terapia e che, nel 1970, ricevette una copia del libro scritto da Arthur Janov intitolato “The primal scream”. Questo manuale descriveva accuratamente la primal therapy.

Questo indirizzo terapeutico negli anni seguì un repentino declino a causa della mancanza di articoli scientifici a favore della terapia. Oggi è quasi in disuso e non approvato dalla comunità scientifica.

La terapia dell’urlo primario aveva come scopo principale quello di riportare alla coscienza il dolore provato dal paziente e rielaborarlo attraverso la ripetizione dell’esperienza traumatica. L’obiettivo era il superamento della sofferenza vissuta. Janov sosteneva di riuscire ad aiutare i suoi pazienti accedendo alla sorgente del dolore stesso, ovvero i nuclei profondi del sistema nervoso centrale. Durante una seduta, lo psicologo chiese al paziente di rivivere intensamente i momenti critici del trauma che erano alla base della sua nevrosi. Improvvisamente il ragazzo si accasciò per terra singhiozzando e dopo alcuni minuti espresse la sua sofferenza con un forte urlo. Janov pensò di aver individuato un meccanismo fondamentale per il superamento dei traumi.

JHON LENNON E LA TERAPIA

Nel 1970 John Lennon era desideroso di intraprendere un nuovo percorso dopo la delusione causata dalla meditazione trascendentale e si interessò a questa terapia. Secondo Janov, questi punti dovevano essere rispettati rigorosamente per preparare il paziente alla terapia:

  • Nelle 48h prima della terapia il paziente non doveva assumere alcolici e non doveva fumare.
  • Era opportuna sospendere qualsiasi farmaco antidepressivo o tranquillante (oggi sappiamo che questo metodo è molto pericoloso).
  • Per le 24h prima l’incontro, bisognava rimanere completamente soli, possibilmente in una stanza d’albergo e non avere contatti con parenti e amici.
  • Quando si cominciava la terapia bisogna affidarsi completamente al terapeuta e seguire accuratamente tutte le sue istruzioni.
  • Durante la fase iniziale della terapia, bisognava evitare di andare a lavoro o a scuola perché gli incontri erano giornalieri per le prime due settimane.

La prima osservazione rilevante da queste istruzioni è molto chiara: il terapeuta non contemplava la personalità e la strutturazione della terapia era molto rigida.
John Lennon chiamò Janov e gli chiese di essere sottoposto alla terapia per tre settimane con la moglie Yokono. Per il cantante l’esperienza fu così intensa da permettergli di scrivere diversi brani, tra i quali “Remember”, “I found out” e “Isolation”.
Tra le tecniche più utilizzate da Janov vi era il “simulatore della nascita” (1973). Questo consisteva in un tubo molto lungo in vinile che riproduceva la sofferenza e il riemergere dei sentimenti durante la nascita ove il paziente doveva cercare di uscirne (sic).

Iniziarono ad aprire diversi Istituti e il più famoso risiedeva a Parigi. Nel 1985 la struttura venne chiusa senza preavviso e Janov abbandonò i propri pazienti comunicando attraverso una lettera la sua decisione di dedicarsi alla propria vita. Era chiaro ormai il destino delle strutture che furono dismesse a causa della non scientificità della terapia.
Nonostante la non scientificità del metodo, si continuano a formare terapeuti presso centri di formazione a Santa Barbara, in California.

UNA PSICOTERAPIA PUÒ MORIRE?

La risposta purtroppo è no, anche quando essa è sconfitta dalla storia. Ci si chiede allora se vi siano degli accorgimenti per individuare i metodi scientifici di psicoterapia. Molte persone nella nostra società necessitano di un intervento psicologico volto al miglioramento della qualità della vita. È molto semplice rimanere intrappolati su molti siti web che promettono rapidi interventi per tutte le problematiche psicologiche (terapia one size). È necessario tenere conto dei punti salienti della psicoterapia:

  • Lo psicoterapeuta, secondo la legge italiana, è uno psicologo o un medico che ha seguito un corso quadriennale di formazione in psicoterapia riconosciuto dallo Stato.
  • Il terapeuta deve fornire informazioni precise riguardo la sua formazione.
  • Inoltre deve spiegare in modo comprensibile e chiaro la diagnosi e le modalità di trattamento.
  • Il terapeuta deve utilizzare test standardizzati quali test psicologici e approfondire la storia clinica e di vita del paziente.

Janov è morto nel 2017, ma la sua psicoterapia continua a vivere in un campo molto ristretto di terapeuti.


BIBLIOGRAFIA

A. Saggino, A. & Collevecchio, A. (2014). Psicoterapie e metodo scientifico, Milano, Franco Angeli.