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Stress lavorativo ed insorgenza del Burnout

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Spesso il mondo del lavoro sottopone gli individui a diverse fonti di stress lavorativo che possono condurre all’insorgenza del burnout.

LO STRESS BIOLOGICO, PSICOLOGICO E LAVORATIVO

Il termine “stress” deriva dal latino “stringere” (legare strettamente). In generale rappresenta la nostra risposta psicologica e fisica di fronte a stimoli considerati minacciosi.

Secondo l’approccio medico lo stress è la risposta dell’organismo ad uno stimolo che interferisce con il normale equilibrio fisiologico dell’individuo. La prospettiva psicologica considera lo stress un fenomeno soggettivo che origina dall’interazione tra l’individuo e l’ambiente. Il ruolo dei fattori cognitivi ed emotivi è quello di “filtrare” gli stressor (ovvero gli stimoli che provocano lo stato di disequilibrio). Nei contesti lavorativi lo stress indica quell’insieme di risposte fisiche di allarme, cognitive ed emotive innescate quando le richieste lavorative non corrispondono alle capacità e alle risorse del lavoratore.

Lo stress svolge una funzione benefica quando permette all’individuo di attivare le proprie risorse e di fronteggiare le minacce. Tuttavia, se l’attivazione è eccessiva e prolungata nel tempo, lo stress diventa disadattivo compromettendo il nostro benessere psicofisico. Le reazioni negative allo stress comprendono diversi tipi di sintomi:

  • Fisici come mal di testa, disturbi del sonno, gastrointestinali e malattie cardiovascolari.
  • Psicologici con ansia, depressione, insoddisfazione e tendenza al pensiero ossessivo.
  • Comportamentali riguardanti disturbi alimentari, aggressività ed impazienza.

DALLO STRESS LAVORATIVO ALLA SINDROME DEL BURNOUT

Il burnout è una delle principali forme di reazione allo stress lavorativo. È una sindrome psicologica derivante da un’esposizione prolungata a situazioni di stress nei luoghi di lavoro. Per questo motivo è considerata una sindrome prettamente lavorativa. Tra le professioni maggiormente a rischio per l’insorgenza del burnout abbiamo le così dette “helping professions”. Questo tipo di professioni d’aiuto la relazione costante con l’utenza (pazienti, studenti ecc..) richiede al lavoratore un notevole dispendio di risorse personali. Come conseguenza avremo uno squilibrio tra le risorse personali del lavoratore e le richieste derivanti dal contesto lavorativo stesso.

Il “Modello tridimensionale del Burnout” (Maslach et al.,1982) descrive i tratti distintivi della sindrome attraverso tre dimensioni:

  • L’esaurimento emotivo, cioè la fatica psicofisica e lo svuotamento emotivo dei lavoratori. Questa dimensione è considerata centrale per identificare la presenza e/o insorgenza del burnout.
  • La depersonalizzazione che rappresenta la reazione difensiva dell’individuo all’esaurimento emotivo. Si riferisce ad un atteggiamento di distacco del lavoratore nei confronti delle persone e del lavoro stesso.
  • La ridotta efficacia professionale tipica conseguenza dei individui sottoposti a stress cronico.

La sindrome del burnout è stata inserita nell’ ICD-10 (International Classification of Diseases) dove non viene riconosciuta come una vera e propria malattia, bensì come conseguenza dello stress cronico nei luoghi di lavoro che influenza lo stato di salute della persona. Inoltre, la sintomatologia del burnout ha ripercussioni negative non solo per il singolo, ma per l’intera organizzazione lavorativa.

Diversi studi dimostrano come lo stress lavorativo ed il burnout sia aspetti da non sottovalutare. Ad esempio, un’analisi sistematica effettuata in ambito sanitario, ha rilevato forti livelli di stress negli infermieri ed incidenza della sindrome del burnout negli infermieri di terapia intensiva. I dati ottenuti suggeriscono l’importanza di sfruttare le attività di prevenzione al fine di ridurre lo stress e l’incidenza del burnout, specie per i lavoratori che ricoprono ruoli alquanto impegnativi.

CONCLUSIONI

La differenza tra lo stress lavorativo e l’insorgenza del burnout è sottile ma importante. Lo stress è una reazione momentanea che può facilmente rientrare nella norma, mentre il burnout tende a cronicizzarsi nel tempo, alterando significativamente il benessere del lavoratore. Inoltre, la sindrome da burnout sembra essere un problema rivelante all’interno dei contesti sanitari, ma è riscontrabile in qualsiasi tipologia di lavoro.

Infine, nonostante il burnout sia un problema di salute pubblica basato sull’evidenza, non esiste ancora un approccio sistematico alla prevenzione.

Monitorare e prevenire lo stress non solo ridurrebbe l’incidenza del burnout, ma favorirebbe anche la creazione di un clima lavorativo nel quale gli individui riuscirebbero ad apportare maggiore produttività sia a livello individuale che organizzativo.

 

 


Bibliografia

Fraccaroli, F. & Balducci C. (2011). Stress e rischi psicosociali nelle organizzazioni. Il Mulino.

Friganović, A., Selič, P., Ilić, B. & Sedić, B. (2019). Stress and burnout syndrome and their associations with coping and job satisfaction in critical care nurses: a literature review. Psychiatr Danub, 21-31.

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