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Come potrebbe il metaverso influire sulla salute mentale?

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Tutti a chiedersi a quanto sta Bitcoin, ma quasi nessuno ad interrogarsi come il metaverso, uno dei concetti più promettente dei prossimi anni, possa influire sulla salute mentale degli utenti.

Il periodo storico che stiamo affrontando è complesso, e profondamente differente dal passato. La decentralizzazione, l’ondata di nuove tecnologie come le Cripto e gli NFT, cambierà per sempre il modo in cui l’essere umano vivrà la realtà, sia in modo fisico che psicologico.

Queste due grandezze possono essere scisse unicamente dal lato teorico, perché nel pratico vivono in un singolo insieme denominato essere umano. Oggi voglio però spiegare perché, secondo il mio modesto parere, la figura dello psicologo assumerà negli anni un ruolo sempre più rilevante.

Metaverso, salute mentale e scienza

Nel mio lavoro capita giornalmente di discutere con realtà aziendali e liberi professionisti che descrivono i social media come il futuro. In realtà, l’ecosistema social per come lo conosciamo noi oggi si avvicina più all’idea di passato.

Lo stesso Facebook ha deciso di “darci un taglio”, cambiando il nome della Holding di appartenenza appunto da Facebook a Meta. Basta accedere alle impostazioni del tuo Whatsapp o di Instagram, e ti troverai in calce la frase “from meta”. Una decisione che la dice lunga su come chi ha già cambiato il mondo una volta intende provarci di nuovo, con un approccio differente. Andiamo a scoprire in che modo, partendo dagli effetti dei “vecchi” social.

La sfortunata parentesi dei social nel 2019 pubblicai una delle prime puntate del mio podcast di psicologia, dove descrivevo alcuni studi scientifici che prendevano in considerazione gli effetti dei “nuovi media” sul cervello.

Citando evidenze scientifiche, misi in luce alcuni punti critici che grandi esperti del mondo del benessere mentale legato alle nuove tecnologie avevano sollevato. Parte di queste vengono poi riprese da “The Social Dilemma”, che ha riscosso ben più successo del mio modesto podcast. Come ho già sottolineato nello scorso articolo, l’impatto dei social sui giovani è a tratti disastroso. Non a caso è stato coniato il termine PIU (Problematic Internet Use), che descrive condotte comportamentali patologiche legate allo strumento. Ma non finisce qui: i social creano dipendenza, per una serie di motivi psicobiologici. A causa della sua “natura”, però, il metaverso potrebbe rappresentare una fonte di dipendenza maggiore.

Dipendenza da Metaverso e tutela della salute mentale

La parola Meta-verso è composta dall’unione del prefisso “Meta” (dal greco, letteralmente che va oltre) e “universo”. Potremmo definirlo come qualcosa che va oltre la realtà che siamo abituati a vivere, ed è ricco di grandi promesse. Così, stanno nascendo nuovi mondi, dove è possibile immergersi completamente e guadagnare valute virtuali giocando, o semplicemente possedendo oggetti digitali che garantiscono una rendita passiva.

Su piattaforme specifiche come Opensea, è poi possibile rivendere questi oggetti digitali guadagnati giocando, in cambio valute poi scambiabili con soldi reali o con altri utenti. Come può influire, tutto ciò, sulla salute mentale?

La parola degli esperti

Phil Reed è professore di psicologia alla Swansea University e autore di più di 240 pubblicazioni su svariati temi, tra i quali la dipendenza digitale. In uno dei suoi ultimi articoli divulgativi, afferma che alla luce delle ultime evidenze scientifiche, il metaverso potrebbe impattare sulla salute mentale degli utenti in modo significativo, promuovendo psicopatologie legate alla depressione, ideazioni paranoidi e psicosi.

Il tutto in modo molto più intenso rispetto ai classici Social media, a causa della massima immersività mostrata. Le ricompense, poi, fungerebbero da “rinforzo positivo”. Appare chiaro però che la possibilità di ottenere denaro reale rappresenta un rinforzo di gran lunga superiore rispetto al ricevere un like, o un commento positivo.

Ecco che allora, in un futuro prossimo così provante, pare chiaro che la figura dello psicologo nella tutela e prevenzione della propria salute mentale sia imprescindibile.

La centralità dello psicologo nel nuovo mondo

Non esistono strumenti buoni o cattivi. Ogni teoria che si tramuta in realtà ha pro e contro, che vanno adeguatamente analizzati. Come professionista del settore digitale, non posso che esprimermi in modo positivo nei confronti dell’avvento dei vari metaversi.

Sto sperimentando in prima persona alcune nuove tecnologie, ad oggi inaccessibili alle masse, e ne ho davvero un’ottima percezione. Dall’altro lato però, la mia laurea magistrale in psicologia cognitiva applicata mi ricorda che il benessere psicologico dev’essere coltivato con consapevolezza.

Se è certo che i social creano dipendenza, e che l’esperienza immersiva del metaverso farà altrettanto in maniera amplificata, il mio consiglio rimane quello di rivolgersi a psicologi in ottica preventiva. Abbi cura della tua mente: è l’unico posto nel quale dovrai vivere per sempre.


Bibliografia

Patton, D. U., Hong, J. S., Ranney, M., Patel, S., Kelley, C., Eschmann, R., & Washington, T. (2014). Social media as a vector for youth violence: A review of the literature. Computers in Human Behavior, 35, 548-553.

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