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La sindrome disesecutiva: il caso Phineas Gage

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La Sindrome Disesecutiva è un tipo di disturbo caratterizzato da un quadro clinico che presenta deficit cognitivi, emotivi, motori e comportamentali.

COSA SONO LE FUNZIONI ESECUTIVE?

Questo tipo di sindrome colpisce soprattutto quelle che vengono definite “Funzioni Esecutive”, le quali fanno riferimento all’insieme di quei processi mentali necessari per l’elaborazione di schemi cognitivo-comportamentali adattivi, in risposta a nuove e ad impegnative condizioni ambientali (Owen, 1997).

Queste funzioni si mostrano critiche soprattutto quando devono essere prodotte e organizzate sequenze di risposte e quando devono essere formulati ed eseguiti nuovi programmi d’azione.

LA CORTECCIA PREFRONTALE

In letteratura vi è un ampio accordo sul considerare la corteccia prefrontale come il principale substrato neurale atto alle funzioni esecutive. Studi comportamentali e di neuroimmagine, hanno permesso, pertanto, di differenziare il contributo delle diverse regioni della corteccia nella mediazione delle diverse componenti delle funzioni esecutive. (Grossi & Troiano, 2005; Monchi, 2001; Owen, 1997).

I risultati di questi studi hanno evidenziato che, le regioni orbito-frontali sono particolarmente coinvolte nei processi di decision making e nella capacità di modificare il comportamento, in base al variare delle contingenze ambientali (es. rinforzo). Lesioni in queste aree, in effetti, producono una difficoltà di decidere in modo vantaggioso per sé stessi e di rispettare le norme sociali (Bechara et al. 2000; Rolls, 2000).

SINDROME DISESECUTIVA: IL CASO DI PHINEAS GAGE

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Nel 1848, Harlow riportò il primo caso, uno dei più famosi nel mondo della neuropsicologia, di cambiamento e modificazione di personalità e comportamento, causato da una lesione bilaterale dei lobi frontali, con particolarmente coinvolgimento delle aree orbitomediali. Il paziente colpito fu il famoso Phineas Gage.
Prima della lesione, P. Gage, venne descritto come una persona equilibrata, paziente e dedita al lavoro, ma successivamente all’incidente diventò ostinato e incostante. Il danno cerebrale riportato produsse, soprattutto, cambiamenti comportamentali.

Attualmente e attraverso numerosi studi, si ritiene che esistano diversi tipi di sindromi frontali, poiché le differenti funzioni esecutive possono essere selettivamente danneggiate da una lesione cerebrale, dando così luogo a manifestazioni cliniche ben precise (Vallar & Papagno, 2018).

 

 


BIBLIOGRAFIA

Bechara, A., Damasio, H. & Antonio, R. (2000). Emotion, decision making and the orbitofrontal cortex. Cerebral cortex 10 (3): 295-307.

Caltagirone, C. & Costa, A. La sindrome Disesecutiva.

Godefroy, O. (2003). Frontal syndrome and disorders of executive functions. Journal of neurology 250 (1): 1-6.

Monchi, O., Petrides, M., Doyon, J., Postuma, R.B., Worsley, K. & Dagher, A. (2001). Wisconsin Card Sorting revisited: distinct neural circuits participating in different stages of the task identified by event-related functional magnetic resonance imaging. Journal of Neuroscience 21 (19): 7733-7741.

Owen, A.M. (1997). The functional organization of working memory processes within human lateral frontal cortex: the contribution of functional neuroimaging. European Journal of Neuroscience 9 (7): 1329-1339.

Rolls, E.T. (2000). The orbitofrontal cortex and reward. Cerebral cortex 10 (3): 284-294.

Trojano, D. & Grossi, E.L. (2005). Neuropsicologia dei lobi frontali. Sindromi disesecutive e disturbi del comportamento.

Vallar, G. & Papagno, C. (2018). Manuale di neuropsicologia. Clinica ed elementi di riabilitazione. Il Mulino.

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