La resilienza: resistere alle avversità della vita

In fisica, la resilienza è la capacità di un materiale di recuperare la forma originaria dopo essere stato compresso, deformato o piegato. In psicologia, questo termine ha avuto un notevole successo nell’ultimo decennio.

Il termine indica la capacità umana di affrontare e resistere alle avversità della vita in seguito a traumi o brutte esperienze e di riorganizzare efficacemente se stessi senza perdere la propria integrità personale ed affrontare in maniera efficace e positiva la propria esistenza. La resilienza è una qualità umana ben diffusa nella popolazione generale come si osserva in aree colpite da attacchi terroristici o disastri naturali.
Avere resilienza vuol dire resistere allo stress e al dolore emotivo che a volte può trasformarsi in dolore fisico. Quando si parla di resilienza, si deve descrivere il concetto di “crescita post traumatica” che descrive come l’esperienza traumatica possa addirittura fortificare l’individuo e come lo stesso possa cogliere un significato positivo del trauma.

La resilienza non è un tratto della personalità ma una reimpostazione della propria vita che tutti possono realizzare, un fattore importante infatti è la capacità di ricostruire dei significati come schemi, valori e credenze riguardo noi stessi e il nostro ruolo all’interno della società.

RESILIENZA: CI SONO FATTORI PROTETTIVI?

L’importanza è stata attribuita ai genitori, ai legislatori e agli educatori che hanno il compito importante di prendere misure di precauzioni estreme ma a volte necessarie. In ogni caso, ognuno di noi deve accettare che la sofferenza è parte della vita, e che quando capita durante l’infanzia o l’adolescenza e acquisisce il carattere di trauma, non è necessariamente una situazione che non si può risolvere. Pertanto, studiare e promuovere i fattori di protezione è necessario per un sano sviluppo psichico, soprattutto in caso di avversità in età infantile.

CI SONO TRATTI DI PERSONALITÀ CHE POSSONO FAVORIRE IL SUPERAMENTO DELLE DIFFICOLTÀ?

Sicuramente vi sono i tratti dell’estroversione e dell’apertura all’esperienza, un attaccamento materno sicuro e non disorganizzato, e una visione di sé positiva. Il tratto più importante però è la qualità delle relazioni interpersonali recenti e non che contribuiscono al delineamento della qualità della vita della persona.

STUDI SULLA RESILIENZA

Ben Furman, psicoterapeuta e psichiatra, ha condotto uno studio intitolato “It’s never too late to have a happy childhood” (“Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice”) per definire la potenza e la diffusione della resilienza e di come questa abbia contribuito alla crescita personale della popolazione. Il libro è una raccolta di testimonianze dopo che l’autore ha esaminato le storie drammatiche di alcune persone con un’infanzia molto difficile ed è quindi una rassegna importante che ognuno di noi può leggere per perseguire questo obiettivo.

Un’importante testimonianza è quella di Marie, una donna di 74 anni che visse in povertà, crebbe senza un padre e che aveva eruzioni cutanee che la allontanavano dagli altri bambini che la prendevano in giro.
Nel libro si legge:

“I primi trent’anni della mia vita furono insopportabili, ma mi hanno insegnato ad essere umile, a compatire e a comprendere coloro che soffrono e i malati. Quando vedo delle persone con un disturbo mentale, non mi considero mai migliore. Sarò sempre una di loro. Non credo che nutrirei questo sentimento se la mia infanzia fosse stata normale”.
(Furman, 2013, p. 83)

Altre esperienze raccolte in questo libro evidenziano il ruolo terapeutico dell’amore e il sostegno di altre persone che possono favorire la resilienza. I terapeuti cercano di aiutare questi individui a sviluppare un attaccamento sicuro con i figli perché da bambini è importante sentirsi accettati, protetti, accuditi e amati e se questo non accade, avere la capacità di affrontare questa mancanza, è necessario attraverso la resilienza. Ognuno di noi può avere la forza di reimpostare la propria vita ed essere felice.

“I pescatori sanno che il mare è pericoloso e la tempesta terribile, ma non hanno mai trovato in questi pericoli, una ragione sufficiente per restare a riva.”
(Vincent Van Gogh)

 

 

BIBLIOGRAFIA

Feixas, G. (2018). Personalità, significati personali e senso di identità, Milano, Hachette.

Furman, B. (1998). It’s Never Too Late to Have a Happy Childhood, BT Press.