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Come migliorare le prestazioni mentali

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Come migliorare le prestazioni mentali? Abbiamo già visto in precedenza nell’articolo sul mental training, che mente e corpo sono due entità complementari


Non esiste un miglioramento o un peggioramento individuale o di gruppo che, prima di arrivare alla mente, non passi dal corpo, e viceversa. Così come i pensieri influenzano il nostro comportamento, allo stesso modo il nostro comportamento influenza umore e pensieri. Un netto principio di causalità non esiste, e non è necessario cercarlo.

Sarebbe possibile, quindi, che il nostro fisico possa influenzare le prestazioni mentali?

Si, possiamo affermarlo con certezza, e ti mostrerò oggi alcune ricerche evidence based utili a comprendere le potenzialità della nutrizione nel massimizzare le prestazioni mentali. Siamo quello che pensiamo, ma anche, a rigor di logica, quello che mangiamo.

COME MIGLIORARE LE PRESTAZIONI MENTALI: FLORA INTESTINALE E CERVELLO

Il nervo vago unisce cervello e intestino in un unico network, con un 20% di fibre efferenti, ed un 80% afferenti. Le fibre dette afferenti trasmettono l’informazione dalla periferia al sistema nervoso centrale, mentre le fibre efferenti trasmettono il segnale dal sistema nervoso centrale alla periferia. Il cervello quindi registra gli stimoli e reagisce ad essi in base alle informazioni degli altri organi come il cuore, i polmoni e l’intestino.

Non dobbiamo pensare che esista un organo più importante degli altri. Semplicemente, esiste un grande network funzionale composto da ogni singola cellula del nostro corpo. Qual è il ruolo, in tutto ciò, del microbiota intestinale?

Il microbiota intestinale rappresenta l’insieme di batteri e organismi che vivono all’interno dell’intestino umano, senza arrecare alcun danno. Esso viene direttamente, o indirettamente, influenzato da alcuni fattori psicofisiologici e organici, come il regime dietetico, la genetica, l’ambiente e i medicinali. Secondo alcune ricerche, vi sarebbe una correlazione tra composizione batterica e biodiversità del microbiota intestinale e prestazioni mentali.

Psicologicamente parlando, problematiche legate al microbiota intestinale sono state associate a depressione e disturbi dell’alimentazione (Prisloo et al 2015). Infatti, esso riveste un ruolo significativo in relazione alla gestione e alla percezione dello stress, e alla disregolazione immunitaria.

L’impiego di probiotici nella dieta potrebbe avere un effetto antidepressivo, migliorando il tono dell’umore e ridurre i livelli di cortisolo (Bravo et al. 2010), l’ormone dello stress. Di per sé lo stress non è negativo ma anzi, funzionale entro certi livelli. Quando però i livelli di cortisolo nel sangue rimangono alti per un periodo medio-lungo, l’organismo va contro ad un decremento della performance psicofisiologica, fino a raggiungere l’esaurimento.

OBESITÀ, BENESSERE E PRESTAZIONE

L’obesità, intesa come un rapporto di indice di massa corporea (IMC/IBM) superiore a 30, viene indicata come un eccessivo aumento di peso dato dall’accumulo di adipe nel sottocutaneo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’obesità come una delle prime patologie al mondo per gravità, legata a patologie mentali e principale fattore di rischio per malattie croniche.

Esistono studi che supportano l’ipotesi di un decremento delle funzioni esecutive, come il ragionamento, l’attenzione e la memoria di lavoro, nelle persone affette da Obesità?

Senza perdere altro tempo, siamo andati a cercare una review della letteratura, ovvero uno studio che ha analizzato più paper riguardanti l’ambito preso in considerazione. Nel 2017, Yang e colleghi hanno esaminato 72 studi, con un campione complessivo di 4900 partecipanti sovrappeso/obesi. I risultati?

I partecipanti obesi mostrano un decremento funzionale delle funzioni cognitive in:

  • inibizione,
  • flessibilità cognitiva,
  • memoria di lavoro,
  • decision making,
  • fluenza verbale e pianificazione,

Mentre i soggetti sovrappeso (intesi come non obesi, ma con un BMI più elevato rispetto alla norma) mostrano un decremento di:

  • concentrazione;
  • memoria di lavoro.

Da questi dati potrai comprendere l’importanza della dieta e dell’esercizio fisico per la prestazione mentale. Più in forma, più forti e più intelligenti, insomma. Qui tuttavia urge una precisazione. È possibile definire un nesso causale nell’asse intestino-cervello, oppure tra obesità e declino delle funzioni esecutive? No. Perché?

La maggior parte delle ricerche svolte sono correlazionali. In poche parole, ad aumentare di A (es. benessere intestinale) aumenterebbe anche B (prestazione cognitiva), ma non è possibile affermare che l’aumento di una causi l’altra. Nonostante ciò, dai dati fino ad ora mostrati, risulterebbe utile prendersi cura del proprio microbiota intestinale.

Preserva la tua salute psicofisiologica, intesa come benessere di corpo e mente. Segui uno stile di vita attivo per evitare una condizione di sovrappeso o di obesità. Altra domanda gettonata: esiste una dieta migliore per favorire le prestazioni mentali?

COME MIGLIORARE LE PRESTAZIONI MENTALI: LA NEURONUTRIZIONE

La neuronutrizione è una neonata branca scientifica che studia gli effetti del cibo su patologia, cervello e comportamento. I più celebri studi nell’ambito riguardano protocolli utilizzati nel patologico (Alzheimer Desease), tuttavia…

Più di recente, alcuni studiosi hanno valutato l’effetto di determinate sostanze su individui sani. L’obiettivo? Analizzarne l’effetto sulla performance mentale. La pillola di Limitless non esiste, è vero, ma esistono integratori utili a migliorare.

Nei prossimi articoli andremo alla scoperta dei nootropi naturali, e cercheremo di capire se e come questi possano aiutarti. Nel mentre, ricorda questo: è inutile chiedersi come migliorare le prestazioni mentali, provando varie porcherie, se stai tutto il giorno sul divano.

 

 


Bibliografia

Bravo, J. A., Forsythe, P., Chew, M. V., Escaravage, E., Savignac, H. M., Dinan, T. G. & Cryan, J. F. (2011). Ingestion of Lactobacillus strain regulates emotional behavior and central GABA receptor expression in a mouse via the vagus nerve. Proceedings of the National Academy of Sciences, 108(38), 16050-16055.

Prinsloo, S., & Lyle, R. R. (2015). The Microbiome, Gut-Brain-Axis, and Implications for Brain Health. NeuroRegulation, 2(4), 158–161.

Yang, Y., Shields, G. S., Guo, C., & Liu, Y. (2018). Executive function performance in obesity and overweight individuals: A meta-analysis and review. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 84, 225-244.

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